INFORMAZIONI TURISTICHE SU ZAFFERANA E DINTORNI
Si può raggiungere Zafferana facilmente, per coloro che provengono dall'autostrada A18 Catania-Messina, uscire allo svincolo di Giarre; da qui sarà sufficiente seguire la segnaletica per raggiungere zafferana percorrendo le piacevoli strade Provinciali dell'Etna immerse nel verde.
In Pullman, è facilmente raggiungibile, buoni sono i collegamenti da Catania e da Messina.

ELENCO RISTORANTI ED ALBERGHI DEL LUOGO

   
RISTORANTI
ALBERGHI
Airone Hotel Airone ***
Al Parco Pisano Hotel Primavera Dell'Etna ***
Hotel Olimpo*** Hotel Emmaus **
Del Bosco Villa Pina *
Emmaus

 

Il Girasole Bed & Breakfast
Il Porcino Il Giardino di Sara***
La Fenice Poggiofelice***
Lo Schiticchio Al cavallino
Villa Mirador Sotto i pini
Moulin Rouge La stupenda magnolia dell'Etna
Orchidea Le erbe selvatiche
Parco dei Principi La Ginestra dell'Etna ***
Passopomo Casa del Fleri
Primavera Dell'Etna Fleri Bouganvillea dell'Etna***
  Villa Rosa***
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la cartina stradale di Zafferana


Cartina con i sentieri natura
Il terzo itinerario consigliato è quello che va da
Belvedere val calanna a monte zoccolaro

Risalendo la provinciale Zafferana-rifugio sapienza a circa 6 chilometri dal centro abitato si incontra una deviazione segnalata verso Monte Pomiciaro. Svoltate su questa arteria secondaria ed in pochi minuti, dopo avere attraversato una delle zone di produzione della gustosissima frutta dell'Etna, vi ritroverete su di uno splendido belvedere da cui è possibile ammirare la sottostante val Calanna e nelle giornate terse- anche l'Aspromonte e la costa calabra.Da questa località dove ha termine la strada asfaltata e dove è previsto uno dei punti base per l'esursionismo del parco dell'Etna si diparte un breve ma spettacolare percorso che conduce al bordo della valle del Bove, il sentiero segnalato dall'ente parco ha inizio a pochissima distanza dallo spiazzo dove è possibile posteggiare le auto e consente, in circa 40 minuti di cammino di andare ad ammirare il panorama mozzafiato del cuore antico dell'Etna. Non ci sono difficoltà particolari da segnalare in quanto il sentiero è ben segnato,anche se piuttosto ripido.L'unica raccomandazione è quella di non allontanarsi dal tracciato perchè a poca distanza vi sono pericolosi precipizzi verso il salto della giumenta. Al termine della salita ( monte Zoccolaro, mt.1740), all'improvviso, l'orrido e singolare paesaggio della valle del Bove si dischiuderà dinanzi ai vostri occhi.
Il quarto itinerario consigliato è quello che da piano dell'Acqua va alla scalazza
Dalla strada asfaltata che da Zafferana sale verso piano dell'acqua (vedi itinerario n.1 ) bisogna distaccarsi quando si è ormai in prossimità del fontanile che dà il nome alla località. sulla sinistra si diparte una stretta stradina sterrata che scende per qualche centinaio di metri all'interno dell'ampia conca in cui confluiscono sia la valle san giacomo che l'aspro vallone cavasecca. La scalazza ha inizio proprio alla base del costone che divide le due vallate, all'altezza di una antica casa in pietra lavica ormai quasi interamente coperta dalla vegetazione. Si tratta di un'antica mulattiera completamente immersa nel bosco di castagni, in gran parte lastricata, che grazie a cento tornanti, consente di coprire agevolmente un dislivello di quasi 500 metri dai 700 metri di piano dell'acqua ai 1200 della zona di cassone. Per raggiungere i pometi di Cassone,dove la scalazza si ricongiunge con la strada asfaltata che da Zafferana conduce al belvedere sulla val Calanna, è necessaria circa un'ora di tranquilla passeggiata nel bosco di castagni. Va sottolineato che questa antica mulattiera ( per la verità parecchio danneggiata nella sua porzione superiore ) ha un enorme significato antropologico in quanto per lungo tempo ha rappresentato l'unica via d'accesso ai frutteti coltivati dalla gente di Zafferana alle falde di Monte pomiciaro. Oggi essa è interamente percorribile grazie alla pulizia effettuata da associazioni locali di volontariato che anno liberato alcuni tratti dalle piante infestanti ed hanno così consentito all'escursionista di godere di uno degli ultimi itinerari storici della zona etnea. Il ritorno si effettua per il medesimo tracciato.

Informazioni sui ristoranti, alberghi, affitti di appartamenti, visite guidate nel territorio di zafferana, escursioni in montagna, soggiorni organizzati, e quant'altro possa servire al turista in visita a zafferana.

ITINERARI TURISTICI CONSIGLIATI

Il primo itinerario consigliato è la colata lavica del 1991/1993 fermatasi poi a piano dell'acqua.
Dal parco comunale di Zafferana ci si immette su via della montagna, seguendo quindi in auto la segnaletica che conduce dopo circa 4 chilometri di strada asfaltata, a piano dell'acqua, a mt. 800 s.l.m..Arrivati, troverete un ampio slargo attrezzato, nel quale in un lembo di esso, si fermò la lava dell'eruzione dell'etna iniziata nel 1991. Chi vuole rendersi meglio conto della potenza e del vigore di quella eruzione dovrà risalire lungo la bella "trazzera" interamente selciata che inizialmente lambisce il corso dell'eruzione per poi risalire su un costone da cui si domina in più punti il vallone su cui si è incanalata la lava.
Dopo una ventina di minuti di rapida salita si proseguirà su un

la cartina stradale di Zafferana

a pista tracciata dalle ruspe sulla colata stessa in modo da avvicinarsi alla portella (circa 1000 mt. s.l.m.) che un tempo dava accesso a quel paradiso dimenticato che era val calanna (un antichissimo cratere tapezzato di frutteti e casupole in pietra "a secco").Oggi lo scenario che si presenta agli occhi dell'escursionista, una volta giunto al termine della salita, è quello di una distesa lunare, in cui unico signore è il dio vulcano, che per mesi qui costretto da un argine posto a difesa dell'abitato, ha sprigionato tutte le sue irrefrenabili energie.
La strada per val calanna
 
Il monumento alla Madonna della provvidenza costruito dai fedeli a Piano dell'Acqua nel 1994 in segno di ringraziamento per lo scampato pericolo lavico del 1992, che minacciò seriamente l'abitato di Zafferana.
Il secondo itinerario consigliato è quello che da piano del vescovo porta alla valle del bove
Da piano del vescovo (mt. 1370) verso la serra del Salifizio ( mt. 1720) ed infine in rapida discesa attraverso un agevole canalone parzialmente ricoperto da maestosi faggi. Percorsi in auto circa sette chilometri la strada che da Zafferana conduce al rifugio sapienza, si arriva all'altezza di pian del vecovo. Lasciata la macchina ed inboccato il sentiero natura del parco dell'Etna che taglia trasversalmente il pianoro in direzione di un ampio canalone boscato. una volta oltrepassato il segnale di confine della zona "A" del parco ( Riserva integrale) il tracciato si mantiene per un tratto all'ombra di faggi e quindi affronta (grazie ad una serie di scalini) il ripido pendio che separa dall'acqua Rocca degli Zappini. Qui vale la pena di fermarsi per qualche minuto per osservare ( con molta cautela) una cascata di basalto levigatissimo che precipita a pochi metri da un faggio secolare, ai piedi del quale sgorga una vena d'acqua. Da qualche tempo la sorgiva è stata sistemata e consente adesso all'escursionista di rinfrescarsi dopo la prima ripida impennata dell'itinerario. Proseguite sul sentiero che da questo momento diventa gradatamente sempre più sabbioso e che serpeggia tra faggi,ginestre e pulvinidi astragalo fino alla serra del salifizio.Arrivati a questo punto il più è fatto. Affacciatevi dalla cresta e l'ampio scenario della valle del bove, con le sue lave, i poderosi dicchi,l'impressionante distesa della colata lavica del 1991/1993 vi attirerà irresistibilmente. percorrete la sella su cui vi trovate seguendo una evidente traccia di sentiero che si diparte alla vostra sinistra, guardando la valle, e dopo aver superato un canalone sabbioso immergetevi in un boschetto di faggi che vi condurrà fin dentro l'antico sprofondamento. Arrivati dentro la valle vi troverete dinanzi l'imponente ammasso di lava recente sul quale è visibile la traccia del sentiero "Carmelo e Riccardo" (dedicato dal club alpino ai due ragazzi morti per un incidente in arrampicata). Seguendo gli "omini" e rari segnali del sentiero "Carmelo e Riccardo" è possibile prolungare l'itinerario all'interno della valle raggiungendo (con una ulteriore ore e mezza di cammino) la zona in cui si trova la grotta Cutrona alla base del canalone della Montagnola.
Il quinto itinerario consigliato è quello della valle San Giacomo
L'accesso alla valle San Giacomo e identico a quello gia indicato per la scalazza: occorre svoltare sulla sinistra cento metri prima del fontanile di piano dell'Acqua; si prosegue su una pista sterrasta in leggera discesa e dopo qualche centinaio di metri si lascia sulla sinistra la carrareccia che raggiunge l'inizio della scalazza; si continua diritto sino ad incontrarre una catena che sbarra il cammino alle auto. da questo punto la pista inizia man mano a restringersi sino a divenire uno stretto sentiero all'interno della valle san Giacomo. Il cammino in qualche tratto è reso piuttosto difficoltoso da qualche brusco dislivello che bisogna superare con modeste acrobazie . Questa escursione ha un interesse sopratutto botanico in quanto sono molte le specie pregiate e rare che hanno trovato il loro ambiente ideale in questa stretta vallata. va quindi posta particolare attenzione nel rispettare la vegetazione che fiancheggia il sentiero. La visita della valle può essere completata (andata e ritorno) in un paio di ore. Giunti alla testata della valle San Giacomo dove il pendio improvvisamente si impenna e la vegetazione lascia il posto a vaste pietraie, conviene ritornare sui propri passi.