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ELENCO RISTORANTI
ED ALBERGHI DEL LUOGO
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RISTORANTI
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ALBERGHI
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| Airone |
Hotel Airone *** |
| Al Parco Pisano |
Hotel Primavera Dell'Etna *** |
| Hotel Olimpo*** |
Hotel Emmaus ** |
| Del Bosco |
Villa Pina * |
| Emmaus |
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Bed & Breakfast |
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Il Giardino di Sara*** |
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Poggiofelice*** |
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Al cavallino |
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La stupenda magnolia dell'Etna |
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La Ginestra dell'Etna *** |
| Passopomo |
Casa del Fleri |
| Primavera Dell'Etna |
Fleri Bouganvillea dell'Etna*** |
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Villa Rosa*** |
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la cartina stradale di Zafferana
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Cartina con i sentieri natura
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Il terzo itinerario
consigliato è quello che va da
Belvedere val calanna a monte zoccolaro
Risalendo la provinciale Zafferana-rifugio sapienza a circa 6 chilometri
dal centro abitato si incontra una deviazione segnalata verso Monte
Pomiciaro. Svoltate su questa arteria secondaria ed in pochi minuti,
dopo avere attraversato una delle zone di produzione della gustosissima
frutta dell'Etna, vi ritroverete su di uno splendido belvedere da
cui è possibile ammirare la sottostante val Calanna e nelle
giornate terse- anche l'Aspromonte e la costa calabra.Da questa località
dove ha termine la strada asfaltata e dove è previsto uno dei
punti base per l'esursionismo del parco dell'Etna si diparte un breve
ma spettacolare percorso che conduce al bordo della valle del Bove,
il sentiero segnalato dall'ente parco ha inizio a pochissima distanza
dallo spiazzo dove è possibile posteggiare le auto e consente,
in circa 40 minuti di cammino di andare ad ammirare il panorama mozzafiato
del cuore antico dell'Etna. Non ci sono difficoltà particolari
da segnalare in quanto il sentiero è ben segnato,anche se piuttosto
ripido.L'unica raccomandazione è quella di non allontanarsi
dal tracciato perchè a poca distanza vi sono pericolosi precipizzi
verso il salto della giumenta. Al termine della salita ( monte Zoccolaro,
mt.1740), all'improvviso, l'orrido e singolare paesaggio della valle
del Bove si dischiuderà dinanzi ai vostri occhi. |
Il quarto itinerario consigliato
è quello che da piano dell'Acqua va alla scalazza
Dalla strada asfaltata che da Zafferana
sale verso piano dell'acqua (vedi itinerario n.1 ) bisogna distaccarsi
quando si è ormai in prossimità del fontanile che dà
il nome alla località. sulla sinistra si diparte una stretta
stradina sterrata che scende per qualche centinaio di metri all'interno
dell'ampia conca in cui confluiscono sia la valle san giacomo che
l'aspro vallone cavasecca. La scalazza ha inizio proprio alla base
del costone che divide le due vallate, all'altezza di una antica casa
in pietra lavica ormai quasi interamente coperta dalla vegetazione.
Si tratta di un'antica mulattiera completamente immersa nel bosco
di castagni, in gran parte lastricata, che grazie a cento tornanti,
consente di coprire agevolmente un dislivello di quasi 500 metri dai
700 metri di piano dell'acqua ai 1200 della zona di cassone. Per raggiungere
i pometi di Cassone,dove la scalazza si ricongiunge con la strada
asfaltata che da Zafferana conduce al belvedere sulla val Calanna,
è necessaria circa un'ora di tranquilla passeggiata nel bosco
di castagni. Va sottolineato che questa antica mulattiera ( per la
verità parecchio danneggiata nella sua porzione superiore )
ha un enorme significato antropologico in quanto per lungo tempo ha
rappresentato l'unica via d'accesso ai frutteti coltivati dalla gente
di Zafferana alle falde di Monte pomiciaro. Oggi essa è interamente
percorribile grazie alla pulizia effettuata da associazioni locali
di volontariato che anno liberato alcuni tratti dalle piante infestanti
ed hanno così consentito all'escursionista di godere di uno
degli ultimi itinerari storici della zona etnea. Il ritorno si effettua
per il medesimo tracciato. |
Informazioni sui ristoranti, alberghi, affitti di appartamenti, visite
guidate nel territorio di zafferana, escursioni in montagna, soggiorni
organizzati, e quant'altro possa servire al turista in visita a zafferana.
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ITINERARI
TURISTICI CONSIGLIATI
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Il
primo itinerario consigliato è la colata lavica del 1991/1993
fermatasi poi a piano dell'acqua.
Dal parco comunale di Zafferana ci si immette su via
della montagna, seguendo quindi in auto la segnaletica che conduce
dopo circa 4 chilometri di strada asfaltata, a piano dell'acqua,
a mt. 800 s.l.m..Arrivati, troverete un ampio slargo attrezzato,
nel quale in un lembo di esso, si fermò la lava dell'eruzione
dell'etna iniziata nel 1991. Chi vuole rendersi meglio conto della
potenza e del vigore di quella eruzione dovrà risalire lungo
la bella "trazzera" interamente selciata che inizialmente
lambisce il corso dell'eruzione per poi risalire su un costone da
cui si domina in più punti il vallone su cui si è
incanalata la lava.
Dopo una ventina di minuti di rapida salita si proseguirà
su un
la cartina stradale di Zafferana
a pista tracciata dalle ruspe sulla colata stessa in modo da avvicinarsi
alla portella (circa 1000 mt. s.l.m.) che un tempo dava accesso
a quel paradiso dimenticato che era val calanna (un antichissimo
cratere tapezzato di frutteti e casupole in pietra "a secco").Oggi
lo scenario che si presenta agli occhi dell'escursionista, una volta
giunto al termine della salita, è quello di una distesa lunare,
in cui unico signore è il dio vulcano, che per mesi qui costretto
da un argine posto a difesa dell'abitato, ha sprigionato tutte le
sue irrefrenabili energie. |
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La strada per val calanna
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Il monumento alla Madonna della provvidenza costruito dai fedeli
a Piano dell'Acqua nel 1994 in segno di ringraziamento per lo scampato
pericolo lavico del 1992, che minacciò seriamente l'abitato
di Zafferana. |
Il
secondo itinerario consigliato è quello che da piano del
vescovo porta alla valle del bove
Da piano del vescovo (mt. 1370) verso la serra del Salifizio (
mt. 1720) ed infine in rapida discesa attraverso un agevole canalone
parzialmente ricoperto da maestosi faggi. Percorsi in auto circa
sette chilometri la strada che da Zafferana conduce al rifugio
sapienza, si arriva all'altezza di pian del vecovo. Lasciata la
macchina ed inboccato il sentiero natura del parco dell'Etna che
taglia trasversalmente il pianoro in direzione di un ampio canalone
boscato. una volta oltrepassato il segnale di confine della zona
"A" del parco ( Riserva integrale) il tracciato si mantiene
per un tratto all'ombra di faggi e quindi affronta (grazie ad
una serie di scalini) il ripido pendio che separa dall'acqua Rocca
degli Zappini. Qui vale la pena di fermarsi per qualche minuto
per osservare ( con molta cautela) una cascata di basalto levigatissimo
che precipita a pochi metri da un faggio secolare, ai piedi del
quale sgorga una vena d'acqua. Da qualche tempo la sorgiva è
stata sistemata e consente adesso all'escursionista di rinfrescarsi
dopo la prima ripida impennata dell'itinerario. Proseguite sul
sentiero che da questo momento diventa gradatamente sempre più
sabbioso e che serpeggia tra faggi,ginestre e pulvinidi astragalo
fino alla serra del salifizio.Arrivati a questo punto il più
è fatto. Affacciatevi dalla cresta e l'ampio scenario della
valle del bove, con le sue lave, i poderosi dicchi,l'impressionante
distesa della colata lavica del 1991/1993 vi attirerà irresistibilmente.
percorrete la sella su cui vi trovate seguendo una evidente traccia
di sentiero che si diparte alla vostra sinistra, guardando la
valle, e dopo aver superato un canalone sabbioso immergetevi in
un boschetto di faggi che vi condurrà fin dentro l'antico
sprofondamento. Arrivati dentro la valle vi troverete dinanzi
l'imponente ammasso di lava recente sul quale è visibile
la traccia del sentiero "Carmelo e Riccardo" (dedicato
dal club alpino ai due ragazzi morti per un incidente in arrampicata).
Seguendo gli "omini" e rari segnali del sentiero "Carmelo
e Riccardo" è possibile prolungare l'itinerario all'interno
della valle raggiungendo (con una ulteriore ore e mezza di cammino)
la zona in cui si trova la grotta Cutrona alla base del canalone
della Montagnola. |
Il quinto itinerario consigliato
è quello della valle San Giacomo
L'accesso alla valle San Giacomo e identico a quello
gia indicato per la scalazza: occorre svoltare sulla sinistra
cento metri prima del fontanile di piano dell'Acqua; si prosegue
su una pista sterrasta in leggera discesa e dopo qualche centinaio
di metri si lascia sulla sinistra la carrareccia che raggiunge
l'inizio della scalazza; si continua diritto sino ad incontrarre
una catena che sbarra il cammino alle auto. da questo punto la
pista inizia man mano a restringersi sino a divenire uno stretto
sentiero all'interno della valle san Giacomo. Il cammino in qualche
tratto è reso piuttosto difficoltoso da qualche brusco
dislivello che bisogna superare con modeste acrobazie . Questa
escursione ha un interesse sopratutto botanico in quanto sono
molte le specie pregiate e rare che hanno trovato il loro ambiente
ideale in questa stretta vallata. va quindi posta particolare
attenzione nel rispettare la vegetazione che fiancheggia il sentiero.
La visita della valle può essere completata (andata e ritorno)
in un paio di ore. Giunti alla testata della valle San Giacomo
dove il pendio improvvisamente si impenna e la vegetazione lascia
il posto a vaste pietraie, conviene ritornare sui propri passi.
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